21 agosto 2009

alura alura. museums!!!

dunquolo.

riemergo dal museum week, settimana all'insegna dell'arte (ancora in corso).

ebbene si, è partito il museum tour challenge. o come volete chiamarlo.

insomma, appurato che o me la giro io, sta mela sugosa, o faccio i vermi e la muffa, decido di intraprendere una sorta di pellegrinaggio sui sentieri della fotografia. della pittura. video. connessi e annessi.

indi per cui: the big and huge meropolitan (http://www.metmuseum.org/), the new... and new and incredible (hallucinatory!!!) new museum (http://www.newmuseum.org/), l' elegante, raccolta e idimenticabile neue gallerie (http://www.neuegalerie.org/). per inciso, klimt ti amo!

non posso fare una recensione. davvero. se volete informazioni, spero che non siate pigri, mi perdoniate e vi rimettiate ai link.

posso solo dire che mi sono completamente riempita d'arte e di stimoli. di emozioni e pensieri. mi restano il moma, il brooklin museum e... beh, me ne mancano, ancora, di esperienze. ma di tempo ce n'è. quindi. senza ansia.

poi.

continuo anche a scrivere e a fare foto, ma mi rendo conto che ho bisogno di rifletterci sopra. di far crescere la qualità e rendere il tutto un po' meno "grezzo".

qui abbiamo:

in giro per il village, negozi e murales. e scorci notturni con personaggi strani che mi fanno da chaperon (che, però, ho evitato di immortalare per la mia e vostra serenità. per la serie, occhio non vede, cuore non duole.)













aspettando il treno at central station. e magari ti capita anche di schivare un buquet (thanks god!), lanciato da una novella sposina. celebrare il gran giorno con l'amore della tua vita (sempreepersempretogheterforeveriloveyou) in un posto in cui, nel caso ce ne fose bisogno, potresti fuggire all'istante... smart!





central park dalla bostik-prospettiva. dal basso, voglio dire. e al contrario. si, la mia prospettiva, insomma.



rendo l'idea?

ah, e ho anche cercato di figurarmi il buisness del futuro (oh, ivan e cla, attenzione, prego, parlo con voialtri!). non posso svelare nulla, perchè ancora nulla è stato depositato all'ufficio brevetti e mai vorrei che qualcuno rubasse la luminosa idea che ci farà diventare ricchi e felici. si, perchè non è solo una questione di soldi. qui c'è in ballo il nostro destino e pure quello dell'umanità.

prima regola: puntare in alto!

stay tuned, ci saranno novità non appena mi confronto con i soci.

17 agosto 2009

short story

l'importante è che te lo sei segnato. e quando torni a casa imposti il tutto in ordine cronologico.

1) soccofamento in casa

quindi. me ne stavo in casa, aspettando che fosse il momento. tentando di lavoricchiare su qualche progettino futuro. poi, guardo fuori dalla finestra e...



soffocamento. noia. qualcosa che mi chiama. so, i must go out.



2) well, vado fuori. out. pictures.

cammina



cammina



chissà su cosa sono scivolata... cacca no, perchè di tracce non ce n'è. forse era un fruttino. o una scatarrata. nice.



cammina



cammina



pensavo, comunque, che questa situazione è fantastica. sei come in un acquario. pieno di milioni di pesciolini colorati che si fanno i fattacci loro. e a nessuno interessa chi sei dove vai cosa fai. a meno che tu non lo interpelli. a quel punto, l'amico americano si sente chiamato in causa. in caso contrario, puoi fare (quasi) tutto quello che ti pare e... nient. nessuna risposta.



alfin, la nostra eroina arriva in un parco. altro giorno, altro parco. certo, non è central park...

3) suyvesant park e oltre



e, poi, cos'altro? sto impazzendo di solitudine. elemosino contatti umani.



fa troppo caldo. umido. uh, una microfontanella!!!

4) waiting for the call



5) end

10 agosto 2009

drown, draw

reportage di oggi: 6 avenue, carmine street, houston, hudson, west village. and back to st marks place.


pictures and words. un'autoterapia d'aiuto. o una terapia di autoaiuto.





in un negozio di libri.
la gentilezza di chi capisce la tua necessità di scrivere.
la sente.
e ti regala una penna e un blocchetto di fogli.


ecco, vedi, this is really rude. this hurts my heart.




a lady at the park:
- i was waiting for someone...
- uh! nice!! perfect!!!
- yes, but (it was) not you.
- ...
- do you understand (ammicca ammicca)?
- ...
- ...
- oh, yes! yes! sorry.




questo tipo.
sulla cinquantina, calzino bianco. sistemato, con la sua bella polo color senape e gli occhialetti che cambiano colore col sole.
...
secondo me è un depravato. un maniaco omicida. un viscido. dio, speriamo che non venga a parlarmi...


why he doesn't call me? not answers. i could call him.
...
or not.
...




mi respiro, cercando di ricordare il tuo odore.
cigola l'altalena.
un pasticcino alla crema, al parco con la zia, è una fotografia deliziosa.


waiting.


aspetto un compagno di giochi. per il momento, la mia è solo loneliness. e gridolini di pazzi kids.




frocetti e maleducazione. no, l'ovest non mi piace molto. meglio l'altro lato. je-la-to.




plant plants. this the big idea. voglio dire, piantare piante, creare verde. anche piccoli spazi. un balcone, un microgiardino, un angolino di verde.


hot.


7 agosto 2009

pregames

yesterday, all my trubles seemed too far away.

yesterday gran giornata: esplorando il downtown. scendo per lafayette street, mi fermo alla leica gallery (che mi si piazza davanti per caso e... come faccio a dire di no?!), in brodway, dove c'è un'esposizione, fino all'8 agosto, di lavori di john flattau e carlos rené perez.

voglio una leica. voglio una macchinetta veloce e scattante.















proseguo, costeggiando roosvelt park, attraverso (di nuovo) chinatown, poi st. james pl e mi godo l'east river. brooklin bridge.



faccio tappa al south street seaport (che da fuori sembrava interessante, ma pare sia uno dei soliti centri commerciali, niente di più). e ancora più giù, per wall street fino a the battery dove, finalmente, la vedo: the statue of liberty. piccolissima, là in fondo, ma l'impatto è forte.



e qui mi fermo, perchè castle clinton è il mio obiettivo: stasera c'è un free concert e così mi metto in coda e aspetto.

un sacco di handsome guys, evidentemente coppie di guys e all'inizio mi sembra piuttosto curioso; ma, una volta visto l'artista, intuisco il perchè. non ho fatto foto, perchè hanno chiesto, per rispetto, di non farne. e io rispetto. però, giusto per capire il genere...



il concerto è amazing, humor and feeling, non so se mi spiego. bello.

dopodichè, walking and jumping, passo ground zero (uno spazio vuoto di cielo, pieno di gru e lavori in corso), city hall e di nuovo su, tutta centre street.



mi arricampo at home, quick shower con kristy (cioè... prima io e poi lei, non insieme) e bowling, con chris e keith (due amici di kristy, uno sarto/designer di moda/stilista, non saprei che altro aggiungere; e l'altro fotografo in erba). birra, pizza, ricordi e scivoloni.

stasera torno a newburgh, che margherita m'ha invitato a cena. rivedo le mie amiche di lake luczerne (qui sotto, una foto delle tre - colleen, nancy e mery hellen) con la magliete del concerto di billy joel e helton john (che è saltato, perchè billy c'aveva mal di gola. fuck)



e per oggi si chiudono i battenti.

5 agosto 2009

details

per sconfiggere la malinconia ho adottato la tecnica museo + audiola (grazie 'nazzi e compagnia).

perciò sveglia, colazione abbondante (e fruttosa), banana in borsa e gambe in spalla.
meta: guggenheim.





e già mi sento meglio. l'arte mi riempie e mi appaga.

dopodichè, central park. con contorno di anatre.





e poi ritorno all'ovile.

il mio angolo preferito è the balcony. mi siedo fuori, insieme ai pomodorini e al basilico, mi riempio dei rumori e degli odori dell'east village.



in effetti ancora non ho specificato dove mi trovo, esattamente. kristy abita in 52, saint marks pl., appartamento 4C, new york, NY 10003 - son precisa, visto che qualcuno mi ha chiesto l'indirizzo -. e, visto che google maps mi può aiutare, allego una mappa (vedete la A? ecco, io sono lì!).



perciò, dicevo, mi siedo qui fuori e c'è un gruppo di.. mah, paiono latino americani (dal quarto piano è dura definire con precisione la nazionalità) che improvvisa un barbecue nel cortiletto interno del palazzo. c'è un'arietta deliziosa e profumo di carne alla griglia. risate e chiacchiere. mi fa stare bene.

forse il problema della grande mela è proprio questo: è grande. enorme. ti ci puoi perdere e affogare. soprattutto se ti manca un appiglio. e io ho bisogno di ancorarmi alle piccole cose. apprezzo i dettagli. un gesto gentile di qualcuno che incontri per strada. due chiacchiere con uno sconosciuto. un vicino di casa che ti saluta dalla finestra del suo appartamento, incuriosito da una ragazza che se ne sta appollaiata sulla balaustra. respira. e sorride.

4 agosto 2009

chilomelandola?

macino chilometri.

ore ed ore ed ore ed ore di passeggio. e pensiero. in solitaria.

mentre vago per le avenues ogni negozio, angolo, faccia sembra stimolante e colorato. poi mi fermo e mi manca la poesia.

quando stoppo tutto, quando mi siedo e chiudo gli occhi il gomitolo s'ingarbuglia. e non riesco a trovare il bandolo della matassa. vengo sommersa dai pensieri e delle cose che vorrei e che potrei e che se e ma e chissà...

forse è solo che sono stanca e che ho malditesta e che non c'è nessuno con cui condividere questa... questo. forse sono solo da prendere a sberle. forse ho solo bisogno di dormire.

3 agosto 2009

chinatown e little italy

oggi cinatown e little italy.

qui è notte inoltrata, e ho passato le ultime ore a sistemare le foto e fare il bucato, quindi... baci e abbracci e buonanotte ai suonatori.